È uno spettacolo di impotenza per il continua abbaiare contro la Russia…

Un immagine di qualche mese fa: militari italiani, sotto le false spoglie di volontari, nella zona di Artyomovsk – Bakhmut ora circondata, sorreggono la bandiera della repubblica di Salò

UCRAINA VERSO LA SCONFITTA TRA ALIENI FINTI

E QUELLI VERI DI MONACO


La conferenza sulla sicurezza di Monaco non poteva essere momento migliore per comprendere come l’occidente consista ormai in una serie di luoghi comuni, di slogan e di frasi rituali che vorrebbero simulare una realtà, ma è solo un

Annalena Baerbock

brogliaccio che va recitato alla presenza del regista che è poi Washington e soprattutto ciò che ormai le ruota attorno, lo stato profondo formato da finanza, servizi e media. È uno spettacolo di impotenza perché il continuo abbaiare contro la Russia e contro Putin che ne impedisce la dissoluzione (a meno che non cambi di 180° ha detto con mirabile imbecillità quell’avanzo di Cia della Baerbock) non ha poi riscontro in un intervento diretto, ma solo nel macello degli ucraini per cui non mi meraviglierei se l’anno prossimo potremmo vedere truppe ucraine a fianco di Russia e Bielorussia contro la Nato p ciò che ne resterà. . Ed è perciò del tutto evidente che si tratta di burattini impazziti per la sconfitta che stanno subendo e che mai avrebbero messo in conto: strepitano perché hanno già perso nel momento in cui le sanzioni non hanno piegato la Russia e allora sono stati costretti a resistere sul piano militare, svuotando i propri arsenali e le proprie difese. Dall’altra parte dell’Atlantico non riescono a rassegnarsi alla perdita dell’egemonia planetaria senza la quale gli Usa sarebbero solo un buco nero di debiti e scommesse perdute, per cui oscillano ogni 24 ore tra la guerra in Ucraina e la guerra alla Cina, salvo qualche breve intervallo dedicato agli alieni e ai loro misteriosi palloni.

Guerra in Ucraina- l’Europa ha già speso 30 miliardi nel primo anno

Non bisogna sottovalutare la fase Ufo che già dalla fine degli anni ’30 è un indicatore di grandi difficoltà nella politica estera americana la quale preferisce partire per la tangente quando si trova in una palude. La famosa trasmissione di Orson Well che narrava di un’invasione marziana e che ebbe un clamoroso impatto, si situò proprio nel momento di massima doppiezza degli Usa nei confronti della Germania nazista che veniva ufficialmente deplorata, ma sottobanco aiutata ed evidentemente questo suscitava perplessità dentro varie fazioni dell’amministrazione. Ma poi i dischi volanti furono avvistati per tutto  il dopoguerra e della guerra fredda quando il governo statunitense arrivò a diffondere sotto banco la credenza di presenze aliene nella celebre Area 51 probabilmente per far ipotizzare che possedesse tecnologie molto più avanzate dei suoi avversari, cosa che ancora lascia tracce vistose, per esempio nell’ipotesi che siano stati gli Usa a provocare

Crisi di Cuba

un terremoto in Turchia, probabilmente perché non ci si rende conto delle energie in gioco in un fenomeno sismico come quello. Poi dopo la crisi di Cuba, una volta trovato un assetto meno instabile gli avvistamenti diminuirono sempre di più fino a che gli ufo vennero messi in soffitta con l’ascesa degli Usa a unica ed eccezionale potenza planetaria. Sarebbe interessante discutere come mai negli States si può osservare questa correlazione fra alieni e politica, tra aggressività e paura metaforizzate, ma quello che interessa al momento è che i palloni cinesi, divenuti marziani quado si rischiava di fare l’ennesima figuraccia, nonostante la stupidità e il servilismo di molti, anzi di troppi, sono serviti a spostare l’attenzione dalla guerra in Ucraina per la quale si sta prefigurando una sconfitta, alla Cina come vero nemico. In questo modo si comincia a traslare la narrazione da “vinceremo!” a facciamo la pace perché il nemico da sconfiggere è un altro.

Miserabili giochetti di cui si è cominciato a sentire qualcosa alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, non a caso luogo di un’altra celebre assise in cui tuttavia si cercava la pace e non la guerra. È significativo, comunque, che in questa kermesse alla quale partecipa anche Bill Gates non si vede a quale titolo, se non come azionista di fabbriche d’armi; dunque, interessato in solido alla continuazione della guerra, peraltro ottimo mezzo per diminuire la popolazione mondiale, è stata pronunciata la fatidica frase che annuncia la sconfitta: “gli ucraini resistono eroicamente”. Da arrivare a Mosca a farsi massacrare per ubbidire ai caporioni nazisti e agli ufficiali della Nato ce ne passa. L’eroica resistenza in tutte le guerre da che mondo è mondo è la tipica frase che arriva con la sconfitta: chi vince non resiste eroicamente o meno. Per questo dico che stiamo assistendo a una sceneggiata in favore di telecamera che potrà essere accartocciata e buttata dove merita tra pochi giorni, dopo aver svolto la sua funzione di acchiappacitrulli. Il 23 è stato annunciato un discorso di Putin che proprio in queste settimane festeggia un successo strategico significativo: il governo di Khartoum ha concesso alla Russia la possibilità di stabilire una base militare con presenza di navi e sottomarini nucleari sul Mar Rosso. Il che ormai rispecchia alla perfezione la capacità degli Usa e della Nato si suscitare simpatia.

Redazione

 

 

 

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19 febbraio 2023

 

 

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