Cronaca di una sudditanza che cambia volto.

«Un padrone tira l’altro»

Davos, Kiev e Bruxelles: cronaca amara di un continente che scambia l’autonomia per una nuova forma di obbedienza.

di Marco Travaglio

Nel suo intervento dal titolo Un padrone tira l’altro, Marco Travaglio mette a nudo, con il consueto sarcasmo corrosivo, l’ennesima contraddizione dell’Unione Europea: scoprire in ritardo di non dover più prendere ordini dagli Stati Uniti, salvo poi accoglierne altri senza fiatare. Questa volta non da Washington, ma da Kiev. La scena è quella di Davos, dove Volodymyr Zelensky – leader di un Paese fuori da Ue e Nato, sostenuto però da anni con fiumi di armi e miliardi di euro – si presenta come dettante linea e tempi a un continente di mezzo miliardo di abitanti. Travaglio smonta la retorica dell’“aiuto dovuto” e della solidarietà automatica, ricordando il prezzo pagato dall’Europa: economia indebolita, interessi strategici sacrificati, infrastrutture distrutte, e una docilità che rasenta l’autolesionismo. Il pezzo è una requisitoria politica ma anche morale: non contro l’Ucraina in sé, bensì contro un’Europa che, incapace di stare in piedi da sola, passa da un padrone all’altro illudendosi di essere finalmente libera. Un atto d’accusa diretto, scomodo, che invita a una domanda semplice e brutale: chi decide davvero il destino europeo, e a vantaggio di chi. (N.R.)


La cosiddetta Ue aveva appena realizzato, con una ventina d’anni di ritardo, che non è più il caso di prendere ordini dagli Usa, quando a Davos è piovuto tal Zelensky, presidente scaduto di un Paese fallito che non fa parte dell’Ue né della Nato. Che all’Ucraina non devono nulla, però la riempiono di miliardi e di armi l’una dal 2022 e l’altra dal 2014.

Il signorino, dopo quattro anni di questue e diktat in giro per il mondo senza mai un grazie, ha impartito nuovi ordini ai leader del continente di mezzo miliardo di abitanti che lo tiene in vita artificialmente rovinando la propria economia e lasciandosi distruggere i gasdotti e rubare centinaia di milioni dal regime di Kiev senza fare un plissé.

Poi, appena incassato dall’Ue l’ennesimo assegno di 90 miliardi di “prestito” che mai restituirà, s’è lagnato perché voleva pure i 200 miliardi di asset russi, ma purtroppo “ha vinto Putin perché ha fermato l’Europa: ora dovete agire!”. In realtà Putin non ha fermato nulla: sono stati i governi europei più allarmati dall’illegalità della rapina, cioè dal rischio di dover pure rimborsare Mosca e mandare a catafascio i propri Paesi e il sistema Euro.

Poi il mitomane ha spiegato all’Ue come deve comportarsi con Trump (“si illudono che cambi: non lo farà”), ma anche con Putin: “Trump in Venezuela ha arrestato Maduro che ora è in cella a New York. Ma Putin no”.

Quindi, siccome il pirata giallo-oro ha sequestrato il presidente di uno Stato sovrano, l’Ue dovrebbe organizzare un raid sul Cremlino, rapire Putin e rinchiuderlo nel carcere di Bruxelles o di Kiev per far contento lui. Che naturalmente sta “negoziando nella massima onestà per far finire la guerra”😃: vuole solo far rapire il nemico. Se no? Gli toccherà ripeterci che “l’Ue con Putin non ha volontà politica” (si è solo suicidata per sostituire il gas russo con quello Usa a prezzi quadrupli): “L’anno scorso qui a Davos ho concluso il mio discorso dicendo che l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno, nulla è cambiato e devo ripetere le stesse parole, come nel Giorno della marmotta”. Povera stella.

Infine, ha annunciato che oggi ad Abu Dhabi inizierà il trilaterale Usa-Russia-Ucraina, ovviamente senza l’Ue. In un mondo normale qualcuno si sarebbe alzato per dirgliene quattro: “Ma come ti permetti? Noi, per quanto scalcagnate, siamo 27 democrazie. Non mettiamo fuorilegge i partiti di opposizione e non andiamo in giro a fare attentati e omicidi come si usa dalle tue parti. Alla nostra difesa badiamo noi senza bisogno dei tuoi consigli. Tu piuttosto ringrazia che esistiamo, sennò non avresti neppure la benzina per venire a Davos”.

Ma non s’è alzato nessuno.

È l’evoluzione della specie. Anziché da Trump, prendiamo ordini da Zelensky: sì buana.

Marco Travaglio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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