Quando la politica smette di guardare il mondo e comincia a leggere fiabe per adulti.

Mosca incendiata per impedire a Napoleone di entrarci. 1812

«Una realtà distopica»

Il “Piano di Pace” europeo come esercizio di fantastoria: un racconto dove Kiev trionfa, Mosca implora e la realtà resta fuori dalla porta

di Andrea Marcigliano

L’articolo affronta con taglio schietto e disincantato l’ultimo delirio narrativo partorito dalle cancellerie europee: un piano di pace che descrive un’Ucraina vittoriosa e una Russia inginocchiata, pronto da consegnare ai lettori come se fosse la naturale evoluzione degli eventi e non una fantasia distopica. Marcigliano smonta punto per punto la retorica zuccherosa che dipinge Zelensky come paladino cristallino della democrazia, immagina Putin costretto a restituire territori e pagare danni miliardari, e mostra come questa versione dei fatti non sia altro che un universo parallelo — un copione da romanzo ucronico — che nulla ha a che vedere con la realtà del conflitto. Il risultato è una riflessione pungente sulla cecità politica europea e sul prezzo, molto concreto, di certe visioni consolatorie. (Nota Redazionale)


Dicevano gli antichi greci che gli Dei portano alla follia coloro che vogliono perdere.

Mi sembra una constatazione realistica.

Perché non vi è altra spiegazione del, cosiddetto, Piano di Pace europeo per l’Ucraina.

Follia. Indotta da Dei oscuri e crudeli.

Leggerlo, e leggere una pubblicazione di fantastoria è la stessa cosa.

Si ha l’impressione di essere entrati in un universo parallelo, dove le cose stanno ben diversamente, anzi tutto all’opposto rispetto a quello in cui viviamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kiev ha vinto. Anzi ha trionfato sulla Russia, che è ridotta, ormai, ai minimi termini. E che non può che essere assoggettata ai diktat degli europei e del Signore e Padrone dell’Ucraina. L’ottimo Zelensky, campione adamantino di democrazia. Onesto, leale, probo.

E Putin non può che trangugiare l’amaro calice. Restituire le terre sottratte proditoriamente a Kiev, compresa la Crimea. Condannando i russi locali, circa il 90% della popolazione, all’esodo o al genocidio.

E pagare i danni, naturalmente. Con il sequestro dei beni di proprietà russa, privati per lo più, depositati nelle banche occidentali. Beni che verranno consegnati a Zelensky perché ne disponga liberamente. Con grande gioia di un sistema bancario che rischia, così, di saltare.

E…

Distopia. Fantapolitica. Delirio. Follia indotta da qualche divinità oscura e bizzosa.

Follia che ha lasciato senza parole lo stesso Trump. Esterrefatto da tanta, stolta, tracotanza.

È irato. Perché, in fondo, lui ci aveva provato a fare capire allo stolto clown di Kiev come stavano le cose. E a salvare il salvabile. Poco, probabilmente, ma sempre meglio di niente.

E invece gli Dei rendono ciechi coloro che vogliono portare a perdizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trump è deciso. Se ne laverà le mani. E l’Ucraina diverrà, in breve tempo, solo un’espressione geografica.

Una Terra di Confine. Come dice il suo stesso nome.

Putin, in fondo, può essere l’unico veramente soddisfatto. Con la pur proverbiale calma russa, le sue truppe stanno annientando ciò che resta dell’Ucraina. Riprendendosi tutte le aree russofone, e puntando su Kiev. Ma procedendo anche a distruggere tutto il sistema militare, industriale, infrastrutturale del paese.

Gli europei continuano nei loro deliri.

Evidentemente vivono in un’altra realtà. Un sogno, o meglio un incubo drogato.

Il risveglio, quando sarà, diverrà un incubo collettivo. Per tutti noi.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

 

 

 

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