Non è facile provare simpatia per una macchia umana come Zelensky

Zelensky una macchia nera per il suo popolo

VADE RETRO ZELENSKY


Non è facile provare simpatia per una macchia umana come Zelensky che ha accettato e accetta il massacro della popolazione ucraina solo per dare modo ai criminali americani e all’informazione padronale di non ammettere una catastrofica sconfitta. Anzi una catastrofe che non è solo militare, ma anche cognitiva, visto che i pianificatori della guerra ucraina non avevano capito niente della realtà che si stava trasformando e ora li sta poco a poco mandando ai margini della storia. Eppure questo aberrante personaggio che va  all’Onu a chiedere altre armi da dare in mano a vecchi e bambini perché siano falciati, assiste anche alla sua stessa demolizione perché ad esempio ormai si ammette che la strage di Kostiantynivka (1)il 6 settembre scorso, non è opera dei russi, ma degli ucraini e sotto traccia di far comprendere che questo è vero per tutte le altre stragi che hanno costellato l’ultimo anno e mezzo, che è stato un modus operandi del regime di Kiev: perché adesso vengono fuori le notizie dei mercenari che fuggono perché non vogliono essere assassinati dai fanatici della guerra all’ultimo uomo;  perché sempre più spesso si ammette che le perdite sono state immense tanto che per alcune aree di leva come quella di Poltava il 90%  dei coscritti è morto; perché i tedeschi, dopo la strage di Leopard spompati, hanno fornito in emergenza un lotto di carri armati nel quale nemmeno uno era funzionate; perché gli Usa hanno diminuito le loro forniture di un fattore venti; perché i russi stanno sviluppando tecniche per rendere possibile ai soldati ucraini di arrendersi senza essere falciati dai russi e finora 18 mila hanno scelto questa strada.

Perché insomma si chiede a quest’uomo o meglio a questo personaggio di un Truman show dell’orrore di avere le mani sporche di sangue, ma di tenerle in tasca perché nessuno più vuole toccarle. È talmente repellente che lo stanno scaricando e prendendo le distanze un po’ tutti. E se proprio si vuole comprendere la situazione basta riferirsi alle parole del presidente polacco:

Una persona che sta annegando è estremamente pericolosa perché può trascinarti negli abissi. Può annegare il soccorritore. L’Ucraina si comporta come una persona che sta annegando, aggrappandosi a tutto ciò che può, ma abbiamo il diritto di difenderci dal male che viene arrecato noi.

Quando nel prossimo futuro si capirà che i corrotti della Casa Bianca e i loro burattinai hanno lucidamente portato a morte mezzo milione di persone per una guerra che non poteva essere vinta, ma che un sinedrio di idioti pensava di vincere facilmente, si capirà come questo revival del nazismo in occidente è persino peggio dell’originale. È evidente che l’uccisione morale e probabilmente anche fisica di Zelensky, magari a  opera di una camarilla locale pagata dalla Cia, ammesso che a Kiev ci sia qualcosa che non sia al soldo dei servizi americani, è una delle poche vie per liberarsi la coscienza, per far finta che il disastro della guerra sia stato dovuto alla corruzione (e notare che essa ha avuto come protagonista l’attuale finto presidente Joe Biden) e tentare di ottenere dalla Russia un cessate  il fuoco per riarmare ciò che resta dell’esercito ucraino per non apparire come gli sconfitti.

Ma come dice un vecchio detto ci sono molti sistemi per costringere un orso ad uscire dalla tana, ma non nel farcelo rientrare. Ormai Mosca ha compreso che non ci si può assolutamente fidare dei mentitori occidentali e dunque andrà avanti nella sua campagna fino al raggiungimento degli obiettivi: se è vero che ha ordinato alla Corea del Nord dieci milioni di proiettili di artiglieria (che sono circa 30 mila proiettili al giorno per un anno) significa che la Russia non intende intaccare le sue riserve strategiche e vuole mantenere una grande riserva di proiettili per l’eventualità che la Nato intenda impegnarsi in una guerra su vasta scala. E non sbaglia perché la vicenda dell’Armenia, di fatto provocata dal primo ministro Nikol Pashinyan che è senza vergogna un uomo (si fa per dire) di Soros, dimostra che si vuole allargare l’area di frizione anche per ammortizzare e diluire nell’opinione pubblica occidentale il disastro. Ma la Russia non si farà trascinare in questo conflitto sorosiano: Pashinyan cederà il Karabakh agli azeri. Lo farà in modo tale da poter incolpare “i malvagi russi che ci hanno pugnalato alle spalle”. Farà esattamente ciò per cui è stato eletto: liberarsi del Karabakh e salvare gli armeni in Armenia dalla colpa di aver tradito i loro connazionali. Cazzi loro.

Redazione

 

 

 

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