Si aspettava di giorno in giorno la controffensiva ucraina e invece è arrivata quella russa

VALANGA DI FUOCO: SONO I RUSSI A PASSARE ALL’OFFENSIVA


Si aspettava di giorno in giorno la controffensiva ucraina e invece è arrivata quella russa: una vera tempesta di missili e bombe contro le concentrazioni di truppe, i ponti da cui arrivano le armi occidentali, arsenali, comandi e insomma contro tutto ciò che potrebbe essere impiegato per la mitica operazione militare di Kiev che adesso diventa ancora più difficile. Già da un mese i russi hanno preso di mira i concentramenti provvisori di truppe e materiali ucraini che avrebbero dovuto servire per l’attacco. Ci sono stati numerosi buoni colpi  come la distruzione del comando Nato nei pressi di Leopoli oppure l’eliminazione di molti razzi e lanciatori che venivano portati più vicino al fronte e in generale questi attacchi importanti o di minor portata hanno eroso la capacità ucraina di organizzare  attacchi significativi. E adesso dopo gli ultimi attentati che testimoniano una svolta terrorista della guerra il ritmo degli attacchi si è moltiplicato mostrando una potenza di fuoco impressionante che per la verità avrebbe potuto essere usata fin dal primo minuto di guerra a dimostrazione della moderazione che Mosca ha sempre avuto in questo conflitto. A quanto sembra molte delle esplosioni che si sono sentite provengono dalla zona di Odessa da sempre considerata come una retrovia nel possibile tentativo ucraino di investire l’area di Kherson e giungono notizie del danneggiamento del ponte di Zatoca che serve al trasporto di armi dalla Romania all’Ucraina: un bilancio preciso potrà essere fatto tra qualche giorno.  Certo si tratta di una sorta di vendetta, ma credo che in realtà l’attacco a tappeto di oggi serva a due scopi: il primo è  frastornare  completamente l’esercito ucraino in modo da fargli perdere la capacità  di compiere atti dimostrativi ( che poi sarebbero enfatizzati dai media occidentali)  proprio domani  anniversario  della vittoria sul nazismo che verrà festeggiato  come ogni anno con la tradizionale parata sulla Piazza Rossa durante la quale saranno presentati anche nuove  armi messe a punto durante questo conflitto.

Il secondo scopo è quello di decapitare prima che ancora cominci la mitica controffensiva ucraina in modo da dimostrare a tutti, anche ai più irriducibili, che il regime di Kiev non ha più la forza materiale di cacciar via in russi anche dopo la più grande donazione di armi pesanti. Ovviamente questo lo sanno tutti ma l’assenza di operazioni militari offensive che non siano puramente locali difficilmente potrà rimanere ancora sul mercato questa scellerata speranza che dando armi in continuazione si possa sconfiggere la Russia. Anche perché sono le risorse umane dell’Ucraina che oggi scarseggiano: nella sola battaglia di Bakmut gli ucraini hanno perso circa 15 mila uomini delle nuove leve.  A questo punto dunque cade completamente l’idea che i nazisti attorno a Zelensky e agli americani che danno loro gli ordini possano riconquistare i territori persi all’est o persino la Crimea. In poche parole, cade tutto il presupposto per la fornitura in quantità folli di armi, senza ufficialmente entrare in guerra che è l’ultima follia, ma per vigliaccheria degli europei. Se la controffensiva sarà qualcosa molto simile allo scoppio dei mortaretti sarà evidente che ci sono solo due strade: quella di mettersi al tavolo delle trattative o quello di entrare in prima persona nel conflitto. Un’ipotesi che nemmeno era stata presa in considerazione tanto si era certi che la Russia sarebbe stata costretta alla pace dalle sanzioni: adesso occorre decidere.

È pur vero che ci sono anche dei delinquenti, i quali dicono che gli ucraini perdono a causa della debolezza della forza aerea e dunque sono disposti a creare i presupposti per una guerra nucleare sulla base del niente: i russi dispongono di circa 4000 aerei di terza e quarta generazione e delle difese aere più sviluppate al mondo anche 20 o 30 F16 regalati a Kiev o anche di più non servirebbero a ben poco. Ma poi il fatto che in questi giorni la Siria sia stata riammesse nella Lega araba testimonia dell’inutilità alla lunga di queste scelte scellerate scelte scellerate. Ma in ogni caso nessuna delle soluzioni di pace o di guerra prevede che Zelensky rimanga al suo posto.

Redazione

 

 

 

 

 

8 maggio 2023

 

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2 Commenti

  1. Fantignoli Paola

    9 Maggio 2023 a 16:57

    Volevo pubblicarlo sulla mia pagina Facebook ma cavolo, QUANTI ERRORI!!! Ma non leggete gli articoli prima di pubblicarli?? Lo giudico vergognoso e perciò lo cancello.

    rispondere

    • Riccardo Alberto Quattrini

      9 Maggio 2023 a 17:58

      Carissima Paola, ho fatto ricontrollare il testo, mi hanno riferito che c’erano dei refusi ma non così numerosi perché non si comprendesse l’articolo. Comunque grazie per la segnalazione.

      rispondere

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