Italiani, borghesi, pantofolai! Dormite tranquilli!

VOTATA ANTONIO! VOTA ANTONIO!


Vota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio La Trippa!
Italiani, borghesi, pantofolai! Dormite tranquilli! Qui c’è l’insonne che veglia!

Nella notte, la voce di Totò, amplificata da un megafono. Di quelli che si usavano in manifestazioni e comizi ancora fino agli anni ’70.
Ma qui siamo a Roma, in un grande caseggiato di periferia, dove, nel cuore della notte, gli inquilini vengono destati dalla voce tonante del Principe De Curtis. Candidato di un, fantomatico, Partito della Restaurazione. Di chiara ispirazione monarchica.

Perché ci sono le elezioni (allora sembrava cosa normale) e il film è “Gli onorevoli”, di un, ancor giovane, Sergio Corbucci. Un film ad episodi che si intrecciano e sovrappongono, cinque storie di aspiranti onorevoli. Storie esili. Di costume. Ma con dei grandi interpreti. Come spesso avveniva in quegli anni. Franca Valeri, Gino Cervi, Peppino De Filippo, Aroldo Tieri. E cammei indimenticabili di Walter Chiari e dell’antipatico per antonomasia, Franco Fabrizi.
Storie esili e paradossali insieme, che ruotano intorno all’ambizione al seggio parlamentare. Con Cervi che fa il candidato liberale, Peppino quello del MSI. Entrambi perfettamente nella parte, viste le loro, note, simpatie politiche.
Storie di ambizione, descritte con ironia bonaria. Ché, allora, diventare onorevole non era ancora una vincita milionaria alla lotteria. E i candidati concorrevano, appunto, per l’onore. E il potere. Non per assicurarsi un futuro economico. E non tornare a vendere bibite allo stadio… Altri uomini. Altra Italia soprattutto.

Tutti bravi, bravissimi. Ma un Totò gigantesco. Che è restato quasi figura paradigmatica del candidato in campagna elettorale. Vota Antonio! Vota Antonio La Trippa!
D’altronde ha antecedenti illustri. Spiegazioni di come si faceva, in parte ancora si fa, una campagna elettorale.
Vi è, ad esempio, un’operina latina poco nota. Viene pubblicata, di solito, col titolo “Manualetto per la campagna elettorale”. Ma è una lettera, lunga, di Cicerone. Non Marco Tullio, però. Suo fratello Quinto. Futuro Caino, visto che passerà dalla parte di Cesare durante la guerra civile. Tradendo, senza remore, il grande fratello.

Ma qui siamo ben prima. I due vanno ancora di perfetto accordo. Marco Tullio è candidato al consolato. E Quinto gli sta organizzando la campagna elettorale.
Già… perché anche se la Res Publica non era (per sua fortuna) una democrazia nel senso nostro, per accedere alle cariche bisognava prendere anche i voti nei Comizi. E per fare il console dovevi avere il voto dei Comizi Centuriati. Dove votava il popolo tutto, plebe in prima fila, diviso per centurie. Che era, poi, l’antico ordinamento militare. E tutti quei voti non era affatto facile raccoglierli.
Così Quinto spiega al fratello come intende fare. Punto per punto. In un latino, certo, non raffinato come quello di Marco Tullio. Ma il manuale è preciso. Minuzioso. Potrebbe tornare utile anche ai politici di oggi…
Che, però, per lo più non sarebbero in grado di leggere e capire. Neppure in traduzione.

Il livello è diverso. Molto. Troppo. Dei politici e degli elettori.
Quelli di una certa età, come il Direttore e il sottoscritto, ricorderanno le, ormai leggendarie Tribune Politiche RAI, condotte da Jader Jacobelli. Erano un vero spettacolo. Vivaci, esibizione di retorica e dialettica. Colti i politici, e colti i giornalisti. Era campagna elettorale. Propaganda, certo… Ma ben altra classe…

Non mi credete? Andate ad ascoltare Berlinguer, che non passava per un grande oratore. Poi sentite Letta. Oppure Almirante, ed ascoltate, di seguito, la Meloni. Fanfani… e poi Draghi. O anche Andreotti e, di seguito Di Maio. E qui, si spalanca l’abisso…

E poi oggi la propaganda si fa sui Social.
Li scorro velocemente. Un post di Calenda. Tutto felice fra Gelmini e Carfagna. Nuovi preziosi acquisti. Manca solo Brunetta. Ma forse è colpa del fotografo. Inquadratura alta…
Poi la Carfagna. Che, foto sorridente, spiega le sue scelte ideali. In coerenza con la sua cultura politica….

Chiudo il social.
Arredatece Antonio!
Vota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio La Trippa!

Antonio Marcigliano

 

 

 

Fonte: ElectoMagazine del 4 agosto 2022

 

 

 

 

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