E così la guerra in Ucraina era finita e non ce ne eravamo accorti

ZELENSKY ANNUNCIA DI AVER VINTO. ED ORA IL MAGGIORDOMO ITALIANO

DI BIDEN DEVE INVENTARE NUOVE EMERGENZE


E così la guerra in Ucraina era finita e non ce ne eravamo accorti. Ma ora è arrivato l’eroico amico Zelensky a comunicarcelo: “La Russia ha perso la guerra, anche se Mosca ha paura di ammetterlo”. E Zelensky è un uomo d’onore. Dunque, poiché Kiev ha raggiunto i suoi obiettivi, possiamo smetterla di mantenerlo.  Possiamo ritirare le sanzioni di Biden contro la Russia, facendo tornare alla normalità i prezzi di gas e petrolio. Tutto è bene ciò che finisce bene.

Tanto gli oligarchi italiani hanno già rilanciato la nuova emergenza Covid che si salda con l’emergenza siccità, in attesa che l’autunno ci porti qualche altra emergenza creata durante le vacanze estive. L’importante è tenere il gregge sotto pressione. Così, tra una finta lite con Conte ed una minaccia contro la Lega, Sua Mediocrità può far dimenticare i disastri provocati dal mancato rifinanziamento del superbonus. D’altronde non ne parlano né Conte né la Lega, figurarsi l’oppofinzione atlantista.

Dunque. sotto la pressione di nuove emergenze, si potrà metter mano alla nuova finanziaria con ulteriori “piccoli sacrifici” imposti non dal governo dei Migliori bensì dalle circostanze. Certo, se il pagliaccio di Kiev evitasse di annunciare di aver vinto la guerra sarebbe meglio, così si potrebbero imporre feste di Natale al buio, al freddo, senza regali e cenoni per solidarietà con gli ucraini. E si eviterebbe di affaticare le menti dei Migliori per inventare nuove emergenze per la collocazione autunno/inverno.

Perché, prima o poi, bisognerà pur condurre il gregge alle urne. E le ultime rilevazioni di Pagnoncelli sono particolarmente interessanti. Perché – non è una novità – la sinistra italiana (Pd e compagni) è sempre meno il riferimento elettorale per i lavoratori più deboli. Ma è più interessante il dato relativo a Fdi e Lega. Che attraggono ancora le fasce più deboli nonostante il servilismo dei vertici di partito nei confronti di Confindustria. E si vedono le conseguenze: la stragrande maggioranza di chi non vota, di chi si astiene, è composta dalle medesime categorie. Ciò significa che il servilismo non paga ed impedisce di intercettare il voto di una netta maggioranza della popolazione italiana.

D’altronde chi, pur lavorando, non riesce ad arrivare alla fine del mese difficilmente si entusiasmerà ascoltando Lollobrigida che fa da portavoce a Bonomi, presidente di Confindustria. Difficilmente il pensionato che non arriva a mille euro al mese condividerà le politiche delle destre a favore di chi, per una giornata al mare con ombrellone e sdraio, pretende cifre assurde.

Diventa dunque inevitabile, per ammucchiata e oppofinzione, insistere con l’emergenza, qualunque sia. Perché la distrazione per le nozze di Turci e Pascale o per la separazione di Totti dura un solo giorno. E poi bisogna tornare a terrorizzare il gregge, per evitare che alzi la testa e si accorga della fregatura.

Augusto Grandi

 

 

 

 

Fonte: ElectoMagazine del 13 luglio 2022

 

 

 

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