Le cose vanno molto male per l’Ucraina

La Fortezza Bastiani

 

ZELENSKY SI PREPARA ALL’ASSEDIO


Le cose vanno molto male per l’Ucraina: mentre lo sguardo degli occidentali è distratto dalla Palestina e la loro etica deviata affila la sua lama su un nuovo odio,  il regime di Kiev sta subendo colpi formidabili: solo nell’ultima settimana sono stati abbattuti una ventina tra caccia ed elicotteri, sono state distrutti numerosi magazzini di armi, soprattutto quelle ammassate per un’improbabile traversamento del Dnepr, già tentato e sanguinosamente respinto, così come tutti gli altri assalti insensati su tutto l’arco del lunghissimo fronte e che hanno causato a partire da settembre 20 mila vittime nell’esercito di Kiev. È stato persino distrutto un treno per trasporto di truppe e mezzi. Non si può ancora parlare di contrattacco russo, ma di una difesa molto più attiva che sottrae lentamente spazio alle truppe ucraine respingendole verso il Dnepr, campo dopo campo mentre le truppe di Mosca appaiono ancora più efficaci nella distruzione degli uomini e dei mezzi che restano a Kiev. E questo grazie alla continua evoluzione dei sistemi d’arma russi, che vengono continuamente adeguati alle necessita sul campo.

Sul territorio di Konstantinovka occupato dalle truppe ucraine è stato distrutto un treno con rinforzi e munizioni. Secondo le prime informazioni, l’aviazione russa ha attaccato la stazione Konstantinovsky proprio nel momento in cui è arrivato il treno nemico.

Adesso Zelensky sta cominciando ad arruolare le donne, se non altro nei servizi sanitari visto che molti dei feriti ucraini vengono lasciati a morire nella terra di nessuno senza nemmeno tentare di recuperarli, ma soprattutto sta iniziando a creare delle difese proprio per Kiev. Tuttavia, proprio questo tentativo di fortificare Kiev che di certo i russi non si sognano nemmeno di prendere d’assalto, la dice lunga sulla situazione dell’Ucraina che dal cacciare le truppe russe dai territori conquistati e dal “liberare” la Crimea con la grande controffensiva, adesso vuole rinchiudersi ad estrema difesa con magari Zelensky che balla nudo nel bunker… perché come è ben noto i drammi del passato ritornano come farsa. Del resto, quando persino l’ex capo del reggimento nazista Azov dice: “prima o poi ci spezzeranno” forse bisognerebbe prendere atto della realtà.

Zelensky è diventato un novello Giovanni Drogo l’ufficiale al quale gli viene assegnata la difesa della Fortezza Bastiani. Lui invece sta iniziando a creare delle difese per Kiev temendo rovinose incursioni da parte dei russi, egli ha allestito diverse linee di difesa lunghe complessivamente circa 1000 chilometri con barriere tecniche, difese aeree, difese anticarro. La “Fortezza”, svuotata ormai della sua importanza strategica, in quanto i russi non si sognano nemmeno di prenderla d’assalto rimarrà lì ad attendere l’arrivo del nemico. (f.d.b.)

E non si può fare a meno di pensare che questa di Kiev come l’ultima fortezza sia una pensata di Washington per cercare di tirare le cose per le lunghe in un modo o nell’altro perché ormai anche la più accanita e irrealistica favola sulla mitica avanzata ucraina è stata abbandonata dall’informazione Usa e lascia il posto lentamente alla consapevolezza che non sarà un pugno di carri armati o un missile in più a fare la differenza. Naturalmente nessuno osa ancora parlare di sconfitta e semmai questa idea sfiora un cervello a stelle e strisce, i perdenti sono solo gli ucraini.

Ovviamente questa dell’Ucraina vittoriosa è stata una fiaba raccontata al pubblico dormiente, la ninna nanna dei bugiardi, ma per un certo periodo è stata davvero creduta dai vertici militari della Nato che in realtà non hanno più la minima idea di come si combatta un vero conflitto moderno e che hanno preso la guerra del golfo persico come uno standard da applicare in ogni condizione, mentre quello è stato uno scontro altamente asimmetrico. Persino la tecnologia occidentale della guerra di terra lo riflette attraverso tutti quei sistemi d’arma che appartengono principalmente alle parate, alle esercitazioni e agli attacchi contro i civili. E lo vediamo benissimo in questi giorni, in cui Ursula la sanguinaria vuole il pogrom dei palestinesi, così come i suoi recenti avi volevano quello degli ebrei. In questi orribili propositi (vi ricordate quando si diceva che l’Unione europea era garanzia di pace?) gioca la stessa rabbia impotente delle oligarchie nel constatare che l’Europa non conta davvero più nulla e che tutti i calcoli sono stati sbagliati.

Redazione

 

 

 

 

 

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